Letture matematiche: Percorsi calcolati. Le nuove avventure della matematica

Cerca nel catalogo 


Titolo Percorsi calcolati. Le nuove avventure della matematica
Autore Fontana Michela
Editore Le mani
Anno 1996
pp. 150
  Nelle pagine del libro, l’autrice ha tenuto in considerazione gli incontri avuti (soprattutto al MIT negli Stati Uniti, ma anche, ad esempio, al CERN, il Centro europeo per lo studio della fisica delle particelle elementari di Ginevra e al Centro di Fisica Teorica di Trieste), durante la sua attività di giornalista scientifica, con vari scienziati, famosi e meno noti, tutti appassionati al loro lavoro di studio e di ricerca. Le parole e le riflessioni di tali scienziati si riferiscono a conversazioni avvenute in un determinato periodo di alcuni anni, per cui gli argomenti citati si collocano nel contesto delle ricerche in corso nel momento delle interviste, ma sono decisamente ancora attuali, anche se, come è risaputo, la ricerca continua a evolversi e ad ampliarsi. Michela Fontana compie un interessantissimo viaggio intellettuale alla frontiera della ricerca scientifica contemporanea, facendoci incontrare i grandi scienziati del nostro tempo, tra i quali ricordo Carlo Rubbia, Luciano Maiani, Abdus Salam, Tullio Regge, Steven Hawking, Erio Tosatti, Enrico Bombieri, Bruno Coppi, Edward Lorenz, Silvio Micali, Tomaso Poggio, Gerald Edelman, Terry Sejnowski, Giancarlo Rota, Steven Strogatz, Nancy Kopell, Leon Glass, Benoît Mandelbrot, Arthur Winfree ed Eric Lander. Nella Prefazione, Renato Dulbecco sottolinea come questo libro abbia la “distinzione di essere scritto da una giornalista che è anche una matematica”. Esso riesce a trasmettere lo spirito della matematica come scienza ed è presentato con l’ammirevole chiarezza espositiva di chi sa valorizzare il sapere “essoterico”, per divulgare le conoscenze scientifiche a un pubblico allargato. La matematica è vista soprattutto nell’ottica dei suoi vari produttivi rapporti interdisciplinari con la fisica, la topologia, il caos, la biologia, la genetica, la cibernetica… Nel Post scriptum, Giancarlo Rota evidenzia come la comprensione degli organismi viventi, della fisica dell’infinitamente piccolo, dei misteri dei legami chimici, e della geometria a più dimensioni, sia ormai così completa da suscitare sgomento. Il rovescio della medaglia di una simile conquista è l’uso di un linguaggio tecnico incomprensibile ai non addetti ai lavori; circa il novanta per cento dell’alta matematica, scoperta nel secolo scorso, è rimasta privilegio esclusivo di chi si è dedicato allo studio della matematica pura per almeno dieci anni. Michela Fontana, però, è pienamente riuscita nell’ardua impresa di scrivere un libro sulla scienza, rigoroso e nel contempo chiaro e accessibile al grande pubblico, fornendo la giusta idea dell’ambiente, delle metodologie, delle condizioni di lavoro degli scienziati contemporanei, rispecchiando il punto di vista di ognuno con uno stile narrativo brillante e adeguato agli scopi divulgativi, donando un’immagine, precisa e ricca di informazioni, delle risorse materiali e umane della ricerca scientifica. A Cambridge come a La Jolla, a New York come a Murray Hill, gli scienziati vivono come in torri d’avorio e l’autrice ha saputo, con estrema delicatezza nonché con notevole incisività, violare tali fortezze, per mostrare come la vita in esse sia molto più vicina alla quotidianità di quanto comunemente si creda. Il suo libro è di certo utile per aiutare a superare il “gap” (cioè il divario) fra il mondo degli scienziati e quello dei "profani". Ritengo che Michela Fontana abbia pienamente raggiunto anche l’obiettivo di dare alla matematica il ruolo della protagonista, facendoci constatare come essa sappia permeare tutte le scienze di oggi in modo “assai caldo”, in quanto ogni scienza avverte la necessità di "matematizzarsi", per continuare a progredire. La scienza è considerata come la straordinaria infinita avventura che spinge l’uomo a pensare, a ipotizzare e a sperimentare per modificare il mondo. Nell’Epilogo l’autrice scrive: […] Ripenso alle frasi che ho raccolto dagli scienziati, che hanno via via descritto la matematica come una finestra sul mondo, come una forma di pensiero chiaro, come il fine ultimo della scienza, che hanno paragonato la matematica alla musica, all’arte, che ne hanno descritto il fascino, il potere, l’irragionevole efficacia nella fisica; che l’hanno presentata come un’attività della mente che lascia spazio alla creatività, elegante, emozionante, divertente.[…] Desidero sottolineare che ritengo particolarmente condivisibili soprattutto le parole di Silvio Micali (incontrato al MIT e intervistato da Michela Fontana): “In matematica c’è più libertà rispetto alle altre scienze perché non si è limitati dal fatto che la teoria debba essere corrispondente al mondo fisico. L’unico vincolo a cui un matematico deve sottostare è che, quando trova un teorema, questo sia vero. Ma il vero sta in mille direzioni diverse.” Insomma, proprio come sottolineava Georg Cantor: “L’essenza della matematica è la libertà”!
Biografia Michela Fontana si è laureata in matematica a Milano nel 1976; ha insegnato per otto anni nella scuola e poi si è dedicata al giornalismo scientifico, vincendo due volte il premio Glaxo e nel 1990 la Knight Science Jornalism Fellowships del MIT. Il libro Percorsi calcolati le è valso l’International Pirelli Award per la divulgazione scientifica. È stata anche Addetto scientifico all’Ambasciata d’Italia a Ottawa in Canada. Ha vissuto soprattutto all’estero (precisamente in Canada, in Cina dal 1999 al 2002 e in Svizzera). Ha scritto per molti anni per «La Stampa » e «Panorama» con i quali continua a collaborare.