Letture matematiche: Ignote quantità. Storia reale e immaginaria dell'algebra

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Titolo Ignote quantità. Storia reale e immaginaria dell'algebra
Autore Derbyshire John
Editore Bollati Boringhieri
Collana Saggi. Scienze
Anno 2011
pp. 368
  L'"ignota quantità" è lei, l'incognita, la x che abbiamo incontrato alle medie quando ci siamo cimentati con le equazioni di primo grado. Allora ci è stata rivelata l'esistenza di una parte della matematica che calcola con le lettere, invece che con i numeri. Forse non ne eravamo consapevoli fino in fondo, ma stavamo facendo un bel passo avanti sulla strada dell'astrazione concettuale. Di certo non potevamo sapere che la disciplina in questione, l'algebra, ha l'"ignoto" anche nel suo certificato di nascita. La comparsa del pensiero algebrico, tra il XVIII e il XVII secolo a. C, infatti non è preceduta da una fase di transizione documentabile che la colleghi all'aritmetica precedente. Chi ci racconta adesso questa storia plurimillenaria parla, a proposito delle sue origini avvolte nell'oscurità, di un "anello mancante". È bravo, John Derbyshire, a trovare gli snodi che dai tempi arcaici a oggi hanno scandito lo sviluppo irregolare e incostante dell'algebra. Grazie a lui si compiono atti di giustizia: figure ritenute minori sono restituite alla loro importanza, vengono tolti alcuni galloni proprio a lei, alla nostra x. Pare che solo banali motivi tipografici abbiano fatto cadere la scelta su quella lettera nel 1637, per le equazioni di un libro di Cartesio. Un piccolo colpo di scena tra i molti che movimentano una vicenda intellettuale di enorme portata, ora finalmente spiegata a tutti.