Letture matematiche: Il turista matematico. Un viaggio nella moderna scienza dei numeri

Cerca nel catalogo 


Titolo Il turista matematico. Un viaggio nella moderna scienza dei numeri
Autore Peterson Ivars
Editore Sansoni
Collana Biblioteca scientifica
Anno 2000
pp. 320
  Ivars Peterson ha sperimentato in prima persona(da insegnante di matematica e di scienze)le difficoltà dell'apprendere e trasmettere l'idioma, ostico ai profani, della matematica. In quella terra misteriosa per molto tempo si è sentito smarrito, come Alice si sentiva "molto molto confusa" nel Paese delle Meraviglie del matematico Lewis Carroll. Ostinato viaggiatore, Peterson non si è arreso: superate le fitte boscaglie di termini tecnici, affrontati i picchi di equazioni indecifrabili e concetti astrusi, si è reso conto che il panorama della matematica sta cambiando. C'è un nuovo interesse per le applicazioni, un ritorno a immagini concrete, una crescente apertura verso la sperimentazione: insomma, la matematica sta diventando più accessibile. Peterson registra questo cambiamento: i temi trattati nel suo libro sono istantanee scattate nel mondo avvincente e talvolta bizzarro della matematica moderna. 'Il turista matematico' illustra così all'appassionato e al semplice curioso tutte le bellezze della nuova frontiera della scienza dei numeri.
Recensioni da http://web.infinito.it/utenti/t/tecalibri PREFAZIONE «Curioso, sempre più curioso!» esclamò Alice. LEWIS CARROLL, Alice nel Paese delle Meraviglie Anni fa, quando ero matricola all'università di Toronto frequentavo il corso di laurea in fisica e chimica (con grandi dosi di matematica in sovrappiù) c'erano dei momenti in cui temevo di essere caduto in una tana di coniglio e di trovarmi nel Paese della Confusione. Ricordo che più di una volta, in qualche aula sordida e buia, circondato da compagni insonnoliti e perplessi, cercavo invano di capire che cosa stesse succedendo. Il professore scriveva sulla lavagna un'equazione via l'altra e si esprimeva in uno strano idioma che, anche se assomigliava alla madrelingua comune, in realtà non lo era. Infatti, anche se riuscivo a riconoscere le singole parole, non capivo niente di quel che diceva. Mi ero completamente smarrito, come il più svagato dei turisti in terra straniera. Quella sconcertante sensazione non mi ha mai lasciato del tutto. Oggi, come giornalista specializzato in argomenti di fisica e di matematica, provo spesso l'umiliante sensazione di essere un estraneo quando ascolto i ricercatori che presentano relazioni, nel corso degli incontri scientifici. Le parole le conosco, ma la lingua non è la mia. Suppongo che i miei studenti, negli otto anni in cui ho insegnato scienze e matematica nelle scuole medie superiori, abbiano spesso avuto la stessa impressione, a dispetto dei miei sforzi per trasmettere loro il divertimento e l'emozione che si potevano trovare in quegli argomenti.